Sì, sono soltanto poche opere pittoriche di un
patrimonio di oltre 500 dipinti che ben pochi
hanno avuto l’occasione di conoscere. Sono il
frutto della creatività di un grande personaggio,
noto per altri motivi, che nel tempo libero ha
interpretato autonomamente varie scuole pittoriche,
aggiungendo ad esse espressioni personalissime
che spaziano dal classismo alle avventure informali
del post-moderno.
E’ tutta una pinacoteca sulla quale è possibile leggere
la storia dell’arte moderna e contemporanea, della quale,
in questa mostra è dato un piccolo esempio in attesa
di una vasta e ben più completa panoramica nel prossimo
futuro. E’ una scoperta inaspettata per il mondo dell’arte,
degna di essere ammirata e valutata per gli esteti del
bello e per gli stessi storici e critici dell’immagine pittorica.
L’Autore ? Angelo Cavaliere , già famoso per gli amatori del
"bel canto" , la lirica,e la cui storia canora è legata a
Beniamino Gigli, a Maria Caniglia e a tanti altre celebrità
di un passato sempre presente. Ha 84 anni, ma la sua
vitalità è ancora straordinaria , come la sua voce baritonale
limpida e perfetta che negli acuti fa tutt’ora vibrare l’aria.
Pugliese d’origine e romano d’adozione quando da giovane
vinse una borsa di studio per l’Accademia di Santa Cecilia
con il sostegno di Beniamino Gigli che ne aveva scoperto
il talento, ha affascinato le platee di tutto il mondo,
riservando per sé un segreto nascosto, pressoché totale
salvo una occasione nel 1963 a Via Margutta, per la sua
seconda passione, quella della pittura, anch’essa perfetta
nel segno, nella cromaticità, nei giochi prospettici, nelle luci,
pur senza alcuna preparazione accademica. Due vocazioni
innate, due modi per esprimere la sua personalità intensa,
passionale, sensibile, ricercatrice del bello e del buono,
ricca di una fede religiosa intima. Cantava e canta, insegnava
il perfezionamento canoro lirico, per gli altri; dipingeva e
dipinge per sé. Questo lo ha celato, come pittore
eccezionale, fino ad oggi , quando si è convinto di donare
anche agli altri le sue visioni estetiche interiori tradotte sulle
tele con un linguaggio stilistico che affascina e coinvolge,
che lascia profondamente stupefatti, tanto più quando si
viene a sapere che gran parte dei suoi quadri sono dipinti
non con il pennello ma con le dita ed il palmo delle mani;
una tecnica inconsueta ed anch’essa personalissima,
visti i risultati.
In un cinquantennio ormai di attività critica non mi era
ancora capitato di imbattermi in un caso simile di così
alta rilevanza, degna di doveroso approfondimento analitico
e di proposizione a tutto un vasto pubblico, e questo grazie
a Sandro Sabatini che me lo ha presentato.
Rivisitazione liberamente interpretata dei grandi Maestri
dell’800 e del ‘900, innovazione stilistica, panoramica del
figurativismo, del futurismo, della metafisica, del cubismo,
del simbolismo, dell’illusionismo, dell’informalismo più
autentico e valido, innovazione del concetto di armonia
fra segno e colore, ricchezza cromatica sempre luminosa
e variegata, sperimentazioni polimateriche più recenti,
non sono che alcuni aspetti di una vastissima serie di tele
di medie e grandi , anche grandissime dimensioni, che si
auspica possano essere , in un prossimo futuro, presentate
in una appropriata vasta mostra antologica, come si
accennava più sopra.
Oggi, qui , soltanto un piccolissimo esempio.
Chi scrive ha sempre sostenuto che un quadro acquisito
è tanto più bello quando lo si possa condividere piacevolmente
nel proprio ambiente di vita o di lavoro quotidiano.
Questo è certamente possibile con un’opera del
baritono-pittore Angelo Cavaliere, nella certezza di un valore
di investimento destinato a crescere esponenzialmente
con la progressiva conoscenza e valutazione critica di
questo Artista che già ora può essere annoverato fra i
Maestri, oltre che della lirica, anche delle arti figurative.
Come lo sono stato io, è certo che i visitatori di questo
assaggio espositivo proveranno la stessa emozione
della avventurosa scoperta di un tesoro nascosto tutto
da conquistare.
Prof. Carlo Savini